La Mediazione Familiare é una via per la soluzione dei vostri conflitti interpersonali – in famiglia o in altri ambiti – con l’aiuto di una terza persona neutrale e preparata: il mediatore.
La Mediazione Familiare non è Psicoterapia: non indaga le motivazioni profonde del conflitto, non vuole curare o cambiare le persone, ma può migliorare e rendere più efficace la comunicazione tra loro.
La Mediazione Familiare non è nemmeno Consulenza: non prescrive, non suggerisce, non consiglia, ma agevola la soluzione del vostro problema grazie alle vostre risorse individuali.
È veloce, poco costosa, non riduce la disputa ai soli diritti e doveri, non delega a estranei le decisioni che riguardano da vicino la vostra vita.
Lascia liberi e stimola le persone a scegliere e decidere ciò che è importante per la loro vita futura.

Le Caratteristiche principali della mediazione

Volontarietà
Le persone che utilizzano la mediazione lo fanno volontariamente e possono abbandonare il percorso in qualsiasi momento.
Sarete voi i protagonisti del percorso di mediazione, non il mediatore. Non saranno quindi degli estranei a imporvi delle scelte, sarete voi a decidere cosa é meglio per voi.

Riservatezza
Quanto viene detto durante gli incontri di mediazione resterà del tutto confidenziale e segreto.

Imparzialità
Il ruolo del mediatore è imparziale. Il suo scopo è quello di giungere a risultati soddisfacente per entrambe le parti.

Velocità ed economicità
Il percorso della Mediazione Familiare é molto più veloce e più economico di un processo giudiziario.

Soddisfazione personale
Quando un conflitto è risolto, la sensazione che rimane è quella di soddisfazione e crescita personale.

Quando e a chi é utile rivolgersi al Mediatore Familiare? (clicca QUI)


La Mediazione Familiare oggi in Italia
Nata nel Nord America nei primi anni ’70 – per arginare la litigiosità riscontrata in sede di separazione e di divorzio – la Mediazione familiare arriva in Italia negli ani ’90; qui fatica a trovare una sua specifica identità; viene spesso confusa con la terapia di coppia e con il percorso di sostegno alla genitorialità, ai quali viene erroneamente assimilata.
Attualmente, secondo il Codice Civile (art. 337 octies), la Mediazione Familiare è un percorso facoltativo e parallelo a quello della separazione e del divorzio.
La legge italiana prevede che il giudice segnali alla coppia in lite la Mediazione come opportunità per “raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”.
La scelta del mediatore spetta alle parti.
La “Convenzione europea sull’esercizio dei diritti del fanciullo” (ratificata dall’Italia nel 2003) incoraggia il ricorso alla Mediazione Familiare, come strumento idoneo a concludere accordi nell’interesse dei minori e invita gli stati europei a promuovere e rinforzare la mediazione familiare, fornendo precise linee guida.
In Italia c’è ancora molta strada da fare in tal senso.
Ci sono oggi in Italia alcune associazioni nazionali di mediatori familiari, registrate al Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro; una di queste è A.I.M.e. F. (registrata dal 2003) che ha fissato nel proprio codice deontologico le caratteristiche principali del mediatore familiare al fine di circoscriverne una identità precisa.